Dal primo febbraio 2011 Carnia-Caucaso è confluito nel nuovo sito dell’autore: AlessandroGori.Info
Vi troverete tutte le puntate pubblicate finora e molto altro ancora.
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È uscita una mia intervista sul blog triestino bora.la, che ha coniato la simpatica definizione di “gastronomade”.
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Svaneti, venerdì 21 agosto
Ci apprestiamo a vivere quella che sarà la giornata più difficile, avventurosa, pazza, complicata, affascinante del viaggio, almeno fino a questo punto.
Tbilisi, giovedì 20 agosto

Tbilisi, il cui nome viene dal georgiano tbili, “caldo” per la forte presenza nell’antichità di sorgenti sulfuree, è costruita tra due colline principali sul fiume Mtkvari. Con i suoi due milioni di abitanti rappresenta la capitale di un paese di quasi cinque milioni di persone grande come Piemonte, Lombardia e Veneto messi insieme.
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Via terra dalla Carnia al Caucaso. Storie di un viaggio estivo. Foto e parole con Alessandro Gori, insieme ad Andrea Pilia.
Libreria Odòs, via General Baldissera 56, Udine, domenica 8 novembre, ore 18.30

Un fotografo e giornalista indipendente, inguaribile appassionato delle rotte balcaniche, torna a Fuorirotta per raccontarci la sua ultima avventura di viaggio e di conoscenza: un lungo percorso, quasi sempre in solitaria, dalla Carnia al Caucaso, dal festival degli ottoni di Guča (Serbia) alle tradizioni georgiane, fino agli sperduti e improbabili territori dell’Abkhazia e Nagorno Karabakh. Due mesi senza mai prendere l’aereo. Il carnico Alessandro Gori conversa con Andrea Pilìa, l’amico di tante esperienze, ostiere d’oltre Tagliamento.
Sul sito di Vicino/Lontano si può trovare il programma completo della manifestazione.
Questa la pagina della libreria e casa editrice Odòs.
Qui una mia intervista rilasciata a Francesco Brollo per il suo blog Tolmezzo News.
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Gurjaani, giovedì 20 agosto

In mezzo al buio raggiungiamo il villaggio di Gurjaani, per fortuna Giorgi si ricorda come arrivare alla casa dei suoi zii, Usupi e Makhvala. Ci troviamo nella regione di Kakheti, dove si producono enormi quantità di vino. Continua a leggere…
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Jvari, martedì 18 agosto

Dopo le reminescenze staliniane a Gori, la giornata prosegue tra il profano ed il sacro con la visita dell’antichissima chiesa di Jvari, per molti georgiani la più simbolica del paese.
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Tbilisi, lunedì 17 agosto

Dopo quasi sette ore arriviamo finalmente a Tbilisi. Il nostro amico Giorgi ci ha già organizzato tutto. «Non passiamo neanche da casa», dice, «altrimenti non facciamo in tempo»: siamo stati invitati ad una cena per il compleanno di David, un suo amico e collega.
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Tbilisi, lunedì 17 agosto

Appena entrati in Georgia si ha il primo contatto con le asperità del kartuli, la lingua georgiana. Si tratta di un idioma antichissimo profondamente legato all’identità georgiana: funziona con sette casi grammaticali e con il sistema agglutinante che permette l’esistenza di parole con addirittura sei o otto consonanti di seguito, come mtsvrtneli (allenatore) e soprattutto la fantasmagorica gvbrdgvnis (qualcosa come “tirar fuori, strappare”) o gvprtskvni (“tu ci sbucci”).
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Borjomi, lunedì 17 agosto
Dopo la strada dissestata, passiamo Vale, la prima cittadina sul cammino, e continuiamo la discesa verso le valli sottostanti seguendo il fiume Mtkvari, lo stesso che passa poi per Tbilisi. Attraversiamo anche la località di Borjomi, immersa nel parco nazionale Borjomi Kharagauli e celeberrima in tutta l’Unione Sovietica: qui viene imbottigliata la più famosa acqua minerale dell’ex Impero, molto gasata e ricchissima in sali minerali.

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Posof, lunedì 17 agosto

Dopo la lunga attesa riprendiamo la strada, forse la più dissestata di tutta la Georgia. Strano che si trovi in queste condizioni perché proprio qui vicino passa il gasdotto Bakı-Tbilisi-Erzurum e soprattutto il celebre “BTC” (Bakı-Tbilisi-Ceyhan): il secondo oleodotto più lungo al mondo, progetto occidentale da quasi 4 miliardi di dollari (30% di “British Petroleum” e vari soci minori, tra i quali anche una partecipazione dell’“ENI” al 5%) con una capacità di un milione di barili al giorno.
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Mustafa Kemal Atatürk, già ufficiale dell’Esercito Ottomano, fu il fondatore della Repubblica turca (1923) e suo primo Presidente fino alla morte (di cirrosi!) nel 1938.

Atatürk al Bazar delle Spezie di İstanbul
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Diyadin, sabato 15 agosto
Avevamo sentito parlare di una pozza d’acqua calda sulfurea in un villaggio a circa 50 km da Doğubayazıt, chiamato Diyadin.

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Doğubayazıt, sabato 15 agosto

Dopo le località piene di turisti, di ragazzi occidentali con lo zaino e il treno in comodità, il viaggio vero e proprio inizia oggi.
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Kars, venerdì 14 agosto
Il ritardo ci ha provocato qualche problema. Arrivare a mezzanotte e mezza non è il massimo per trovare un giaciglio per quattro persone, neanche a Kars.

La stazione di Kars, Turchia
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In treno, da qualche parte in Turchia, venerdì 14 agosto
Al mattino presto prendiamo un taxi per arrivare a Karaköy, poco oltre il ponte di Galata. Da lì salpano i battelli per raggiungere Haydarpaşa, la stazione di İstanbul che si trova già in Asia e da cui partono i treni per l’Oriente.

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İstanbul, mercoledì 12 agosto
Di fronte all’albergo abbiamo il primo contatto con la cucina di İstanbul.

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İstanbul, mercoledì 12 agosto
Fin da subito abbiamo dovuto cambiare i piani per la continuazione del viaggio. La nostra idea era prendere il treno İstanbul – Tehran per arrivare fino a Van, nell’estremo est della Turchia: se il percorso totale è di 66 ore, fino al nostro obiettivo sarebbero state circa 44, comprese sette ore di attraversamento del Lago di Van quando il convoglio sale su un traghetto.

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İstanbul, mercoledì 12 agosto
Il rito dell’hamam, il bagno turco, è un’esperienza sicuramente da provare.

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İstanbul, mercoledì 12 agosto
Nonostante abbia già visitato İstanbul in un paio di occasioni l’impatto è contundente. Sembra che qui la gente non si fermi mai: tra commercio e passeggio c’è sempre movimento a qualsiasi ora del giorno e della notte.

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İstanbul, martedì 11 agosto
La tozza Torre di Galata domina il quartiere di Beyoğlu.

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İstanbul, martedì 11 agosto
Curiosando per le vie laterali, lontano dalla ressa dei turisti, ci imbattiamo per caso in una sorpresa, la piccola e seminascosta Moschea di Mehmet Paşa (Sokullu Mehmet Paşa Camii), anch’essa un capolavoro di Sinan completata nel 1572.

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İstanbul, martedì 11 agosto
Esistono città con una personalità talmente forte che camminando per le loro strade si ha la sensazione che non ci si potrebbe trovare in nessun altro posto al mondo. İstanbul, l’antica Bisanzio e poi Costantinopoli, è una delle città più affascinanti che conosca, il ponte, anche geografico, tra Europa ed Asia.

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Beograd, lunedì 10 agosto
Domenica sera a Beograd ci siamo finalmente ritrovati con Andrea, Sergio e Furio, gli altri tre amici che parteciperanno all’avventura caucasica. Ancora una volta siamo ospitati (due più due) dai grandissimi Mile e Vesna ed Olja e Sale, sempre disponibili in questi casi.

Guča, domenica 9 agosto

Anche quest’anno il festival di Guča è terminato. Nonostante le complicazioni per organizzare sistemazione ed altro per vari amici vecchi e nuovi e la stanchezza sono molto contento, anche se stremato.
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Beograd / Roma, sabato 1 agosto
In questi giorni l’intero paese si ferma davanti ai teleschermi per seguire le gare dei Mondiali di nuoto da Roma.

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Zemun, mercoledì 29 luglio
Precedentemente si parlava delle kafane belgradesi e poco fa del Danubio. Unendo questi due argomenti non si può non parlare di Zemun, la bella cittadina dai tratti austroungarici, diventata ormai un sobborgo della capitale.

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Golubac, domenica 26 luglio
Con molto piacere sono stato ingaggiato come fotografo ufficiale nella due giorni del matrimonio di due amici, Olja e Sale, che hanno pensato ad una festa molto lontana dalla tradizione serba.

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Beograd, venerdì 24 luglio

Beograd è una delle città più belle del mondo, soprattutto per le sue vibrazioni ed il senso tellurico che la pervade.
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Regione di Niš, mercoledì 22 luglio

Uno degli aspetti più interessanti del paese è una serata con amici in kafana, le tipiche taverne serbe.
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Niš, mercoledì 22 luglio
Da molti anni vengo a Niš dove risiede un altro amico, Dušan, laureato in italiano, lingua che ora insegna al Liceo. Fuori città sorge un monumento interessante che ricorda uno di quegli avvenimenti epici che sono così cari ai serbi.

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Zlatibor, domenica 19 luglio
Zlatibor è una popolare località di villeggiatura invernale ed estiva. Anche se architettonicamente negli ultimi anni è un posto che ha lasciato a desiderare [si veda la storia sul villaggio di Kusturica], Zlatibor è rinomata per la qualità dei suoi prodotti. L’aria frizzantina (anche in questi giorni, mentre dappertutto fa invece un caldo micidiale) stimola l’appetito.

Dalle nostre numerose visite a Zlatibor un posto dell’anima è sicuramente il locale mercato che, come diceva Andrea, «dovrebbe essere inserito nella lista del Patrimonio Universale dell’UNESCO».
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Mećavnik, sabato 18 luglio

Subito dopo Višegrad, appena passato il confine, si trovano due tra le località turistiche più visitate in Serbia. Questo il pezzo sull’apertura del villaggio di Kusturica.
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Bosnia Erzegovina, sabato 18 luglio

L’estrema difficoltà del fragile sistema politico della Bosnia è esemplificata da Brčko, l’unico distretto rimasto multietnico dopo la guerra, e per questo preso a modello dalla Comunità Internazionale. Ma non tutto funziona come previsto.
Leggi l’articolo su Brcko uscito su Euregio Magazine (file PDF)
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Višegrad, sabato 18 luglio
Come consigliavo ad un amico prima di partire, in cima alle letture Balkan obbligatorie c’è Il Ponte sulla Drina.

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